Duri e Puri

2006-01-15

Duri e PuriRitmo veloce, linguaggio crudo e prospettive inquietanti nel libro di Eugenio Benettazzo: "Duri e Puri - Aspettando un nuovo 1929". Siamo sull'orlo del baratro e nulla potrà fermare la nostra rovinosa caduta.

Il vero motivo per cui è stata combattuta la guerra in Irak è il petrolio, ma non nel senso che comunemente si intende cioè per appropriarsi dei giacimenti, ma per bloccare qualunque tentativo di cambiare la moneta di pagamento. Prima il Venezuela e poi l'Irak imposero il pagamento del greggio in Euro. Se dai petroldollari si dovesse passare ai petroleuro significherebbe che i paesi importatori di petrolio dovrebbero svuotare le casse centrali di dollari e rimpiazzarli con gli euro. Essendo gli Stati Uniti uno dei paesi più indebitati al mondo che si mantiene grazie alle riserve in dollari degli altri stati, non potrebbe sopportare una vendita in massa di dollari che porterebbe ad una svalutazione senza precedenti. A rimetterci non sarebbero solo gli Stati Uniti, ma anche il Giappone ed a cascata molti altri paesi con un effetto domino. Quindi prima regola non investire in dollari, moneta assolutamente sopravvalutata.

Il dragone rosso è all'offensiva e non c'è possibilità di difesa e di competizione."Dal 1 Gennaio 2005, con la cessazione dei limiti alle quote di importazione di prodotti tessili in Europa ci siamo autosodomizzati da soli, portando lentamente il settore tessile europeo, con a capo quello Italiano, al collasso finanziario e ad una lenta agonia, prima della fine". Non saremo in grado di reggere all'urto di un paese che può svalutare del 30% la sua moneta in circa 3 anni in modo da rendere i suoi prodotti ancora più competitivi. Dopo il tessile toccherà al già agonizzante mercato dell'auto. Le automobili cinesi sono alle porte e quando arriveranno che fine farà la Fiat? E le migliaia di lavoratori del tessile e dell'auto non si ricicleranno da nessuna parte.
Per Benettazzo l'unica mossa per arginare questo tsunami finanziario è bloccare l'importazione dei prodotti cinesi e quelli di imprenditori italiani che assemblano e confezionano in Cina per poi reimportare in Italia.

La situazione dei grafici di borsa non è incoraggiante. Sul Dow Jones ci si aspetta una correzione di oltre il 25% nei prossimi 18/24 mesi (il libro è stato stampato nell'Agosto del 2005), il valore di equilibrio del MIB40 dovrebbe essere sui 25.000 punti. Per l'autore, chi è capace di leggere i grafici vede chiaramente tutti i segnali per il prossimo grande crack. Segnali che non serviranno ad evitare il pericolo perché la natura umana è sempre la stessa e non c'è legge o autorità che possano impedire a brokers, operatori finanziari, managers e risparmiatori di innescare una corsa al ribasso senza fine.

In questo collasso generale, l'Italia sarà la prossima Argentina. Come i passeggeri del Titanic continuavano a danzare e bere champagne mentre la nave affondava, così gli Italiani continuano a preoccuparsi del telefonino mentre tutti gli indicatori economici fanno prevedere il peggio. Lo sviluppo aumenta meno del tasso d'inflazione, le imprese de-localizzano la produzione (vedi De Longhi) e l'unica cosa che si potrebbe fare cioè la ripresa dell'intervento pubblico è preclusa perché il nostro paese non può permettersi di aumentare il debito che al contrario dovrebbe cercare di diminuire.
Altro avviso di Benettazzo: state lontani dai BOT. Il paese è al collasso finanziario e quando non si può più pagare non si paga, e tutto, ma proprio tutto diventa possibile. Contingentamento delle pensioni, congelamento dei BOT, tassazioni sulle rendite, prelievi improvvisi sui conti correnti come è già avvenuto nel 1991 con il governo Amato e la vendita delle spiagge che è già stata paventata. L'autore mette in guardia da qualunque ottimismo. Non si può pensare che i consumi riprendano quando lo stipendio medio è di 1000 Euro, quando la prima casa assorbe il 60% del reddito, quando i cittadini hanno dovuto sopportare uno shock esogeno come l'ingresso nell'Euro che ancora adesso affanna gli economisti nel tentativo di capire perché una pizza da 5000 Lire è passata a 5 Euro mentre gli stipendi sono rimasti fermi. Il cambiamento di mentalità degli Italiani, da popolo di risparmiatori a popolo che spende a credito ha allontanato per poco la realtà ineluttabile e sta arrivando il momento di pagare il conto. In altri paesi, come in Germania se ne sono già accorti. Pensioni tagliate del 25% senza distinzioni, 13esima non pagata a fine 2004. Ed è solo l'inizio.

Non c'è investimento più sicuro del mattone. Si diceva questo, vero? "Quando comprate un bicamere a 150.000 Euro non state acquistando un bene immobile il cui valore è dato dalla sommatoria del valore intrinseco del terreno su cui è edificato, più il valore del materiale per edificarlo, più il costo della manodopera e dagli oneri di progettazione. Assolutamente. Voi state pagando presumibilmente (a seconda di ogni area residenziale in Italia) circa 100.000 per tutto quello che abbiamo messo in elenco e 50.000 euro di plusvalenza speculativa dovuta al rialzo irrazionale dei prezzi".
Che cosa ha causato questo rialzo dei prezzi? L'autore mette assieme tutti i pezzi del puzzle dandone un quadro abbastanza convincente.
Il primo pezzo sono i più bassi tassi d'interesse degli ultimi 30 anni. Questo ha provocato una frenesia ed una corsa all'acquisto determinata anche dal fatto che la rata del mutuo si è trovata livellata a quella dell'affitto. L'Italia ha segnato un record assoluto nell'erogazione dei mutui e le banche si sono quasi trasformate in vere e proprie società immobiliari. In questa pazzia collettiva tutte le parti sono copevoli: i compratori improvvisati ed anche le banche che arrivano a concedere mutui al 100% a fronte di garanzie sugli immobili periziati ai massimi di mercato.
Il secondo pezzo del puzzle sono i comuni. Le licenze edilizie sono state concesse a pioggia perché per i comuni è un modo di fare cassa subito ed assicurarsi per per il futuro. Immediatamente fanno pagare le licenze e per gli anni avvenire avranno un'entrata certa grazie all'ICI. Sfitto o occupato, non importa, qualcuno è proprietario e pagherà.
Il terzo tassello è stata l'immigrazione che ha contribuito a mantenere alta la domanda di immobili, una domanda che non ci sarebbe perché siamo un paese con un basso tasso di natalità e quindi solo per gli inevitabili passaggi ereditari la domanda non potrebbe raggiungere tali livelli.
Anche qui qualcuno pagherà il conto. Chi ha preso un mutuo è vincolato al tasso variabile EURIBOR, il quale è ai livelli minimi. Da adesso in avanti potrà solo salire e se dovesse crescere di due punti in due anni le conseguenze comincerebbero a farsi serie. Inoltre con l'inevitabile aumento dei tassi la richiesta di mutui si congelerà e quindi anche la domanda d'immobili sarà frenata, con la conseguenza che il mercato verrà sommerso di case di ultima costruzione fuori prezzo massimo. Le banche già si preparano all'evento ed infatti cominciano a prevedere di aumentare la durata del mutuo per mantenere la rata costante. Il capitolo è accompagnato da semplici conti della serva e da domande e risposte di buon senso. "Non penserete veramente che un miniappartamento costi 100.000 euro e che l'affitto per lo stesso possa essere 500 euro".

Ultima capitolo, ultima mazzata. I fondi d'investimento, i promotori finanziari e la raccolta del risparmio. Nessuno dei soggetti coinvolti fa gli interessi dei risparmiatori. Tutti mirano ad ottenere il massimo di commissioni per ogni operazione, gestione che fanno. Non si fanno pagare in base alle performance, ma solo per amministrare - male - il vostro denaro. Anche se vi stanno facendo perdere il 30% dovete pagargli le commissioni ugualmente. Quasi tutti hanno le mani legate. Anche il bravo promotore, quello che capisce cosa succede e che analizza il mercato, non può consigliarvi gli investimenti migliori perché deve darvi quelli della sua scuderia. Vi consiglierà quelli dove ottiene commissioni più alte o quelli per cui ha ricevuto l'ordine di dover raggiungere il budget di fine mese.
I consulenti indipendenti potrebbero fare qualcosa. Quelli che si fanno pagare solo se avete guadagnato, quelli che vi fanno investire dove ritengono sia più proficuo indipendentemente da chi sia l'emittente, indipendentemente dalla scuderia d'appartenenza. Ma questi in Italia si contano su una mano e sono ostacolati dall'establishment in ogni modo.

Il libro è godibile e si legge d'un fiato. Resta l'amaro in bocca perché il sottotitolo "Come salvare i risparmi e sopravvivere ad un mutamento di scenario epocale senza precedenti" resta completamente disatteso. Leggetelo pure, ma non pensate di capire come poter salvarvi dallo tsunami finanziario-economico che è alle porte. Se siete dei lavoratori aspettatevi il licenziamento e a dover emigrare, se avete delle rendite aspettatevi il blocco o forti perdite, se avete degli immobili sappiate che non troverete a chi venderli e se dovete pagare un mutuo preparatevi a non poterlo onorare.
Auguri.

Fabio Serra