Ritmo veloce,
linguaggio crudo e prospettive inquietanti nel libro di Eugenio
Benettazzo: "Duri e Puri - Aspettando un nuovo 1929". Siamo sull'orlo
del baratro e nulla potrà fermare la nostra rovinosa caduta.
Il vero motivo per cui è stata combattuta la guerra in Irak è il petrolio, ma non nel senso che comunemente si intende cioè per appropriarsi dei giacimenti, ma per bloccare qualunque tentativo di cambiare la moneta di pagamento. Prima il Venezuela e poi l'Irak imposero il pagamento del greggio in Euro. Se dai petroldollari si dovesse passare ai petroleuro significherebbe che i paesi importatori di petrolio dovrebbero svuotare le casse centrali di dollari e rimpiazzarli con gli euro. Essendo gli Stati Uniti uno dei paesi più indebitati al mondo che si mantiene grazie alle riserve in dollari degli altri stati, non potrebbe sopportare una vendita in massa di dollari che porterebbe ad una svalutazione senza precedenti. A rimetterci non sarebbero solo gli Stati Uniti, ma anche il Giappone ed a cascata molti altri paesi con un effetto domino. Quindi prima regola non investire in dollari, moneta assolutamente sopravvalutata.
Il dragone rosso è all'offensiva e non c'è possibilità
di difesa e di competizione."Dal 1 Gennaio 2005, con la cessazione dei
limiti alle quote di importazione di prodotti tessili in Europa ci siamo
autosodomizzati da soli, portando lentamente il settore tessile europeo,
con a capo quello Italiano, al collasso finanziario e ad una lenta
agonia, prima della fine". Non saremo in grado di reggere all'urto di un
paese che può svalutare del 30% la sua moneta in circa 3 anni in modo da
rendere i suoi prodotti ancora più competitivi. Dopo il tessile toccherà
al già agonizzante mercato dell'auto. Le automobili cinesi sono alle
porte e quando arriveranno che fine farà la Fiat? E le migliaia di
lavoratori del tessile e dell'auto non si ricicleranno da nessuna parte.
Per Benettazzo l'unica mossa per arginare questo tsunami finanziario è
bloccare l'importazione dei prodotti cinesi e quelli di imprenditori
italiani che assemblano e confezionano in Cina per poi reimportare in
Italia.
La situazione dei grafici di borsa non è incoraggiante. Sul Dow Jones ci si aspetta una correzione di oltre il 25% nei prossimi 18/24 mesi (il libro è stato stampato nell'Agosto del 2005), il valore di equilibrio del MIB40 dovrebbe essere sui 25.000 punti. Per l'autore, chi è capace di leggere i grafici vede chiaramente tutti i segnali per il prossimo grande crack. Segnali che non serviranno ad evitare il pericolo perché la natura umana è sempre la stessa e non c'è legge o autorità che possano impedire a brokers, operatori finanziari, managers e risparmiatori di innescare una corsa al ribasso senza fine.
In questo collasso generale, l'Italia sarà la prossima
Argentina. Come i passeggeri del Titanic continuavano a danzare e bere
champagne mentre la nave affondava, così gli Italiani continuano a
preoccuparsi del telefonino mentre tutti gli indicatori economici fanno
prevedere il peggio. Lo sviluppo aumenta meno del tasso d'inflazione, le
imprese de-localizzano la produzione (vedi De Longhi) e l'unica cosa che
si potrebbe fare cioè la ripresa dell'intervento pubblico è preclusa
perché il nostro paese non può permettersi di aumentare il debito che al
contrario dovrebbe cercare di diminuire.
Altro avviso di Benettazzo: state lontani dai BOT. Il paese è al
collasso finanziario e quando non si può più pagare non si paga, e
tutto, ma proprio tutto diventa possibile. Contingentamento delle
pensioni, congelamento dei BOT, tassazioni sulle rendite, prelievi
improvvisi sui conti correnti come è già avvenuto nel 1991 con il
governo Amato e la vendita delle spiagge che è già stata paventata.
L'autore mette in guardia da qualunque ottimismo. Non si può pensare che
i consumi riprendano quando lo stipendio medio è di 1000 Euro, quando la
prima casa assorbe il 60% del reddito, quando i cittadini hanno dovuto
sopportare uno shock esogeno come l'ingresso nell'Euro che ancora adesso
affanna gli economisti nel tentativo di capire perché una pizza da 5000
Lire è passata a 5 Euro mentre gli stipendi sono rimasti fermi. Il
cambiamento di mentalità degli Italiani, da popolo di risparmiatori a
popolo che spende a credito ha allontanato per poco la realtà
ineluttabile e sta arrivando il momento di pagare il conto. In altri
paesi, come in Germania se ne sono già accorti. Pensioni tagliate del
25% senza distinzioni, 13esima non pagata a fine 2004. Ed è solo
l'inizio.
Non c'è investimento più sicuro del mattone. Si diceva
questo, vero? "Quando comprate un bicamere a 150.000 Euro non state
acquistando un bene immobile il cui valore è dato dalla sommatoria del
valore intrinseco del terreno su cui è edificato, più il valore del
materiale per edificarlo, più il costo della manodopera e dagli oneri di
progettazione. Assolutamente. Voi state pagando presumibilmente (a
seconda di ogni area residenziale in Italia) circa 100.000 per tutto
quello che abbiamo messo in elenco e 50.000 euro di plusvalenza
speculativa dovuta al rialzo irrazionale dei prezzi".
Che cosa ha causato questo rialzo dei prezzi? L'autore mette assieme
tutti i pezzi del puzzle dandone un quadro abbastanza convincente.
Il primo pezzo sono i più bassi tassi d'interesse degli ultimi 30 anni.
Questo ha provocato una frenesia ed una corsa all'acquisto determinata
anche dal fatto che la rata del mutuo si è trovata livellata a quella
dell'affitto. L'Italia ha segnato un record assoluto nell'erogazione dei
mutui e le banche si sono quasi trasformate in vere e proprie società
immobiliari. In questa pazzia collettiva tutte le parti sono copevoli: i
compratori improvvisati ed anche le banche che arrivano a concedere
mutui al 100% a fronte di garanzie sugli immobili periziati ai massimi
di mercato.
Il secondo pezzo del puzzle sono i comuni. Le licenze edilizie sono
state concesse a pioggia perché per i comuni è un modo di fare cassa
subito ed assicurarsi per per il futuro. Immediatamente fanno pagare le
licenze e per gli anni avvenire avranno un'entrata certa grazie all'ICI.
Sfitto o occupato, non importa, qualcuno è proprietario e pagherà.
Il terzo tassello è stata l'immigrazione che ha contribuito a mantenere
alta la domanda di immobili, una domanda che non ci sarebbe perché siamo
un paese con un basso tasso di natalità e quindi solo per gli
inevitabili passaggi ereditari la domanda non potrebbe raggiungere tali
livelli.
Anche qui qualcuno pagherà il conto. Chi ha preso un mutuo è vincolato
al tasso variabile EURIBOR, il quale è ai livelli minimi. Da adesso in
avanti potrà solo salire e se dovesse crescere di due punti in due anni
le conseguenze comincerebbero a farsi serie. Inoltre con l'inevitabile
aumento dei tassi la richiesta di mutui si congelerà e quindi anche la
domanda d'immobili sarà frenata, con la conseguenza che il mercato verrà
sommerso di case di ultima costruzione fuori prezzo massimo. Le banche
già si preparano all'evento ed infatti cominciano a prevedere di
aumentare la durata del mutuo per mantenere la rata costante. Il
capitolo è accompagnato da semplici conti della serva e da domande e
risposte di buon senso. "Non penserete veramente che un miniappartamento
costi 100.000 euro e che l'affitto per lo stesso possa essere 500 euro".
Ultima capitolo, ultima mazzata. I fondi d'investimento,
i promotori finanziari e la raccolta del risparmio. Nessuno dei soggetti
coinvolti fa gli interessi dei risparmiatori. Tutti mirano ad ottenere
il massimo di commissioni per ogni operazione, gestione che fanno. Non
si fanno pagare in base alle performance, ma solo per amministrare -
male - il vostro denaro. Anche se vi stanno facendo perdere il 30%
dovete pagargli le commissioni ugualmente. Quasi tutti hanno le mani
legate. Anche il bravo promotore, quello che capisce cosa succede e che
analizza il mercato, non può consigliarvi gli investimenti migliori
perché deve darvi quelli della sua scuderia. Vi consiglierà quelli dove
ottiene commissioni più alte o quelli per cui ha ricevuto l'ordine di
dover raggiungere il budget di fine mese.
I consulenti indipendenti potrebbero fare qualcosa. Quelli che si fanno
pagare solo se avete guadagnato, quelli che vi fanno investire dove
ritengono sia più proficuo indipendentemente da chi sia l'emittente,
indipendentemente dalla scuderia d'appartenenza. Ma questi in Italia si
contano su una mano e sono ostacolati dall'establishment in ogni modo.
Il libro è godibile e si legge d'un fiato. Resta l'amaro
in bocca perché il sottotitolo "Come salvare i risparmi e sopravvivere
ad un mutamento di scenario epocale senza precedenti" resta
completamente disatteso. Leggetelo pure, ma non pensate di capire come
poter salvarvi dallo tsunami finanziario-economico che è alle porte. Se
siete dei lavoratori aspettatevi il licenziamento e a dover emigrare, se
avete delle rendite aspettatevi il blocco o forti perdite, se avete
degli immobili sappiate che non troverete a chi venderli e se dovete
pagare un mutuo preparatevi a non poterlo onorare.
Auguri.